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Su Messenger arrivano le chiamate crittografate

Facebook ha annunciato di aver aggiunto su Messenger la crittografia end-to-end anche alle chiamate audio e video, già integrata da tempo nelle chat testuali. Nessun altro, incluso Facebook, proprietaria del servizio, può dunque leggere o ascoltare quanto condiviso, tranne che nel caso di segnalazioni per molestie da parte di un utente, in quel caso, possono essere prese dalla piattaforma contromisure per individuare un utilizzo improprio della piattaforma.

Messenger, Crittografia end-to-end e più controllo sui messaggi effimeri

La novità della crittografia end-to-end interessa solo le chiamate vocali e video tra singoli utenti, mentre restano escluse le chat di gruppo, anche testuali. La crittografia end-to-end, lo ricordiamo, garantisce che solo un utente e la persona con cui sta comunicando possono leggere o ascoltare ciò che viene inviato, e nessun altro. Questo perché i messaggi sono protetti da un lucchetto, di cui soltanto l’autore e il destinatario dei messaggi possiedono la chiave.

Su Messenger arrivano le chiamate crittografate

Tutto questo avviene automaticamente, non c’è bisogno di attivare alcuna impostazione per proteggere i messaggi. “Dal 2016 offriamo la possibilità di proteggere le tue chat di testo individuali con la crittografia end-to-end”. Si legge in una nota sul sito ufficiale di Messenger. “Nell’ultimo anno, abbiamo assistito a un’impennata nell’uso di chiamate audio e video con oltre 150 milioni di videochiamate al giorno su Messenger. Così abbiamo pensato al modo migliore per consentire a chiunque di proteggere le proprie chiamate audio e video con questa stessa tecnologia”.

Il colosso dei social fondato da Mark Zuckerberg ha dichiarato che la funzione arriverà gradualmente nelle prossime settimane in tutto il mondo. Intanto, oltre alla crittografia, aggiorna anche l’opzione per i messaggi effimeri. Da oggi è infatti possibile controllare per quanto tempo qualcuno può vedere i messaggi inviati in una chat, prima che questi scompaiano, scegliendo quindi la durata di visione da cinque secondi a 24 ore.

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BrakTooth, la nuova pericolosa vulnerabilità al Bluetooth

BrakTooth, cos’è la nuova pericolosa vulnerabilità al Bluetooth che interessa tantissimi dispositivi

La Singapore University of Technology and Design ha scoperto ben sedici pericolose vulnerabilità al Bluetooth conosciute sotto il nome di “BrackTooth”. Almeno 1.400 i dispositivi coinvolti.

Il Bluetooth ha un grosso problema. Sedici, anzi. Si tratta di ben sedici vulnerabilità (ma sei ulteriori sono già in fase di verifica), la cui scoperta è stata comunicata solo in questi giorni ed il cui nome è collettivamente inteso come BrakTooth.

BrakTooth unifica sedici vulnerabilità al Bluetooth

Un video divulgato tramite YouTube esplicita mediante una similitudine le “potenzialità” distruttive dei difetti al Bluetooth. Non è casuale – né tantomeno un refuso – l’utilizzo del plurale, dal momento che siamo di fronte non già ad una sola vulnerabilità, ma a sedici storture unificate dal nome col quale sono riconoscibili, vale a dire “BrakTooth“.

Un numero certamente importante e non è escluso che possa ulteriormente lievitare nell’immediato proseguo. Questo anche perché sono in corso ulteriori accertamenti per verificare l’esistenza di ulteriori quattro difetti.

In che cosa consiste BrakTooth? Le sue “capacità” sono ben illustrate dalla Singapore University of Technology and Design nel video che abbiamo riportato sopra.

Le vulnerabilità permetterebbero infatti ai cyber-criminali di poter approntare manovre differenziate, tra cui soprattutto l’esecuzione a distanza di un codice arbitrario con lo scopo di compromettere la memoria del dispositivo. Sfruttando BrakTooth, è pure possibile riavviare il dispositivo o creare dei pacchetti che costringerebbero l’utente ad un riavvio forzato del device.

Un sito apposito è stato messo a punto per raccogliere tutte le informazioni sulle vulnerabilità e sulle sue soluzioni: la particolare pericolosità del problema impone immediata attenzione, ma l’assenza di situazioni di attacco massivo consente al momento un approccio di cautela orientato probabilmente a progettare le migliori soluzioni possibili per ogni singolo caso.

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WhatsApp e Telegram: come registrarsi senza numero

Finalmente ecco la guida definitiva per registrarsi su WhatsApp e Telegram senza dover inserire il proprio numero di telefono. Sono 3 le possibili soluzioni.

Non tutti amano fornire il proprio numero di telefono personale. Forse preoccupati di diventare un possibile bersaglio di truffe o oggetto di continue chiamate dai Call Center. Ad ogni modo principalmente è una questione di privacy. Purtroppo però per poter utilizzare alcune applicazioni è obbligatorio inserire questa informazione al momento della registrazione. Oggi non più così e anche chi non ha utilizzato WhatsApp Telegram per questo motivo ora potrà tranquillamente farlo. Ecco la guida definitiva per registrarsi senza numero a queste due app di messaggistica istantanea.

Come registrarsi su WhatsApp e Telegram senza fornire il proprio numero di telefono

Sia WhatsApp che Telegram sono app che vanno a sostituire i vecchi messaggi di 165 caratteri introducendo anche nuove funzioni. Sebbene sono arrivati anche in Italia gli SMS 2.0 che daranno del filo da torcere a queste app, non tutti possono ancora utilizzare questa tecnologia.

WhatsApp e Telegram: come registrarsi senza numero

Quindi per potersi registrare su WhatsApp e Telegram era necessario fornire il proprio numero di telefono. Ora invece sarà solo un vecchio ricordo grazie a questa guida. Ecco le 3 soluzioni possibili.

  1. La prima soluzione, facile ed economica, è quella di attivare un numero temporaneo utile solo per ricevere i codici di conferma di WhatsApp e Telegram. In qualsiasi motore di ricerca, ad esempio Google, basta digitare “numero temporaneo” e affidarsi a uno dei servizi che compaiono tra i risultati. Ci vorrà un po’ di tempo per trovarne uno disponibile che non sia già stato utilizzato per questo scopo, ma con un po’ di pazienza e perseveranza ce la si può fare.
  2. Un’altra soluzione è quella di usare il numero di una vecchia SIM che sia ancora attiva. Non è necessario che ci sia del credito. Infatti questa procedura non costerà nulla. La sua funzione sarà solo quella di ricevere il codice di attivazione inviato da WhatsApp o da Telegram per confermare la registrazione.
  3. Infine, se le prime due si rivelassero impossibili da attuare si potrebbe attivare una nuova SIM. Attenzione però a scegliere uno degli operatori che offre un piano ricaricabile. Potrebbero essere utili per questo scopo le 3 offerte di Kena Mobile che al momento non prevedono né un contributo di attivazione né il costo per la SIM. In questo modo l’utente avrebbe a disposizione un numero solo ed esclusivamente da utilizzare per registrarsi a WhatsApp, Telegram o altri servizi per cui è obbligatorio fornire una numerazione telefonica.
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Google annuncia i nuovi Pixel 6 e 6 Pro con processore Tensor

Si chiamano Pixel 6 e 6 Pro e vedranno per la prima volta un processore (Tensor) fatto in casa da Google. Proprio come Apple con il suo Bionic.

Ecco come sono fatti. Un annuncio a sorpresa che toglie i veli ai nuovi Google Pixel 6 e 6 Pro. Sì, l’azienda di Mountain View ha deciso di svelare completamente cosa gli utenti potranno avere a ridosso di questo autunno con due smartphone dalle caratteristiche simili, dimensioni diverse ma soprattutto con un processore ”fatto in casa” proprio come quello di Apple per i suoi iPhone. Una sfida lanciata alla casa di Cupertino per cercare di tornare in alto sul mercato degli smartphone questa volta con una mossa diversa ossia quella di non dipendere da altri nella componente più importante del device.

Pixel 6 e Pixel 6 Pro con Google Tensor: ufficiali

Una scelta che sembra in qualche modo replicare la strategia già adottata da Apple per i suoi iPhone e da Samsung per la parte della linea Galaxy dotata di componentistica Exynos. Focus dunque puntato sulle applicazioni di intelligenza artificiale e sul machine learning. Integrato anche il chip Titan M2 per la sicurezza.

Il design, definito “Industrial” da Google, è quello che si può osservare nella galleria di immagini qui sotto, con alluminio lucido oppure opaco, a seconda del modello, per scocca e finiture. Si va oltre il concetto di camera bump con una fascia sporgente che corre lungo tutta la larghezza della scocca posteriore (camera bar). Un aspetto studiato in modo da risultare coerente alle linee guida Material You di Android 12.

Google annuncia i nuovi Pixel 6 e 6 Pro con processore Tensor

Google Pixel 6 e 6 Pro: ecco come sono fatti

I nuovi Google Pixel 6 e 6 Pro sono proprio gli smartphone che avevamo visto qualche tempo fa da immagini rubate in Rete. Google decide di proporre ancora una volta un design unico nel suo genere rifacendosi forse a quel Google Nexus 6P che effettivamente aveva colpito molti utenti in passato. Qui abbiamo una scocca in alluminio rivestita da vetro lucido con un pannello anteriore praticamente flat ossia senza strane curvature. Curvature che sono invece presenti al posteriore con una struttura fotografica molto particolare: una vera e propria fascia rialzata di qualche millimetro che permette il posizionamento di tutti i sensori degli smartphone che si differenzieranno tra versione normale e versione Pro.

Fotocamera con zoom 4x stabilizzato

Le fotocamere saranno un punto nevralgico di questi smartphone. Un punto di forza che già conosciamo in Google e nei suoi Pixel. Questi hanno sempre permesso agli utenti di portare a casa scatti fotografici importanti e di qualità, pur non avendo sensori da centinaia di megapixel o triple o quadruple fotocamere. I nuovi Pixel 6 e 6 Pro invece cambieranno un po’ questa filosofia e vedranno per la versione Pro un obiettivo a periscopio con zoom 4x stabilizzato che dovrebbe risultare un 105 mm.

Non sappiamo purtroppo i dati precisi delle fotocamere dei due nuovi device ma sappiamo che il nuovo sensore grandangolare principale (che dovrebbe essere presente in entrambi i Pixel 6 e 6 Pro) catturerà il 150% in più di luce rispetto a quello finora utilizzato. E sappiate che la versione base di Pixel 6 avrà un sensore ultra wide, oltre a quello principale. Mentre la versione di Pixel 6 Pro aggiungerà anche un sensore periscopico, come detto in precedenza.

Google Pixel 6 e 6 Pro

l resto delle specifiche tecniche sostanzialmente riguardano le dimensioni dei pannelli anteriori. Sì, perché al momento sappiamo che le differenze tra Pixel 6 e 6 Pro saranno dettate dalle dimensioni degli schermi e dalle fotocamere posteriore. E vedremo se anche le memorie (RAM e ROM) differenzieranno i due device. Nel contempo sappiamo che i display saranno di tipo OLED con un sensore delle impronte digitali al di sotto dello schermo che sarà di due dimensioni: da 6.4 pollici Full HD+ a refresh rate a 90Hz per il Pixel 6 mentre un 6.7 pollici Quad HD+ con refresh rate a 120Hz per la versione Pixel 6 Pro.

TENSOR: il primo processore ”made by Google”

E poi c’è il nuovo Google TENSOR ossia il processore ”made by Google” che sfida il Bionic di Apple. Abbandonato il nome Whitechapel, probabilmente poco commerciale. Google ha deciso di correre ai ripari nei confronti di Apple. Inoltre ha deciso di crearsi in casa il suo processore per non dover dipendere più dagli altri. Tensor è una CPU che in qualche modo rimanda ai processori che Google usa da tempo nei suoi Data Center e proprio attorno ad essi che ha deciso di creare questo suo primo processore per smartphone con tanta intelligenza artificiale e machine learning.

“Fatto in casa”

Chiaramente non ci sono dettagli tecnici specifici sul nuovo Tensor di Google. È un processore che sappiamo integri una CPU, una GPU ma anche i vari controller e i moduli per la connettività. Anche se questi ultimi sono presi in licenza da altri brand. Le componenti ”fatte in casa” da Google sono la TPU Mobile per i calcoli del machine learning e il processore ”Titan” che riguarda la sicurezza e la crittografia. Sul resto purtroppo non sappiamo altro, anche se dalle indiscrezioni si parla di una mano data da Samsung nella costruzione del processore con elementi visti negli Exynos.

Ed è chiaro che la mossa di Google è quella di avere il pieno controllo del machine learning che poi è effettivamente il cuore pulsante di uno smartphone di ultima generazione. Sarà proprio questa componente ad avere il massimo controllo sul sistema operativo e sulle applicazioni. Sappiamo bene come Google in questo sappia fare bene il suo lavoro e abbia già messo in campo ogni tipo di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. L’azienda potrà implementare ancora di più questi aspetti magari alzando il livello della fotografia dei nuovi Pixel 6 e 6 Pro con le varie modalità ”smart”.

In Italia?

Google sembra voler cambiare marcia per il futuro dei suoi Pixel. L’obiettivo è senza dubbio quello di proporre ai suoi utenti uno smartphone non solo premium con potenzialità importanti per quanto concerne l’usabilità di tutti i giorni. Tutto questo grazie appunto all’Intelligenza Artificiale. Uno smartphone capace di spingere Google dove non è ancora mai arrivata in questi anni se non con il suo sistema operativo divenuto ormai sicuro e anche maturo. L’introduzione di un processore fatto in casa di certo è il primo passo fondamentale per catturare l’attenzione del pubblico che potrà ora fidarsi di Google anche da questo punto di vista con uno smartphone potente, intelligente ma soprattutto sicuro grazie al chip Titan M2 e alla parte di security di Tensor.

In Google sono pronti a lanciare la sfida agli altri e sono pronti anche a mettere sul campo una massiccia campagna pubblicitaria perché per Google è forse questo il vero Google Phone. In Italia speriamo di vederlo, perché sul Google Store è presente solo la dicitura ”Coming Fall ’21” tra i vari menu ma purtroppo, a differenza degli altri mercati anche europei, non vi è un rimando ad una pagina specifica che parla dei nuovi Pixel. E speriamo di vederli anche da noi perché questa volta siamo sicuri che Google potrebbe colpire al cuore anche gli italiani.

Pixel 6 e Pixel 6 Pro faranno il loro debutto sul mercato entro l’autunno. Non è dato a sapere con quali prezzi (non saranno smartphone economici) e al momento non è stata resa nota una data di uscita precisa: ne sapremo di più in seguito.

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Digitalizzazione, Formazione, Smartphone

Apple: firmate fondamentali concessioni sui pagamenti in-app

Una piccola concessione, ma estremamente significativa: nel muro contro muro che ha opposto Apple agli sviluppatori in tema di pagamenti in-app, il gruppo di Cupertino ha ceduto sul punto ed ha firmato una prima, minima, simbolica, ma fondamentale apertura. Minima, poiché ancora scevra degli effetti che le controparti vorrebbero; ma simbolica, perché laddove prima non c’erano margini di trattativa, ora c’è una firma che ammette l’abilitazione di strumenti alternativi.

La scelta di Apple sui pagamenti

L’accordo firmato con gli sviluppatori USA (chiudendo così questa prima class action, in attesa di altre e più importanti vertenze) prevede che Apple continui a mantenere il controllo circa gli strumenti di pagamento in-app utilizzati su App Store, ma al tempo stesso lascia agli sviluppatori la possibilità di contattare gli utenti per informarli circa la possibilità di strumenti di pagamento alternativi. Una concessione formale importante, un varco che si apre e riduce la pressione che andava accumulandosi sul caso.

Non è un terremoto, non ancora, ma è sicuramente un passo avanti importante. Mentre gli sviluppatori pretendono di abbandonare il monopolio imposto sui sistemi di pagamento utilizzabili sullo store di Cupertino, Apple rivendica il fatto che solo così possa mantenere in piedi il proprio modello di business sul più efficiente marketplace per applicazioni al mondo. La scelta è complessa anche per le authority antitrust, poiché ambo le parti adducono valide argomentazioni alle proprie rispettive tesi.

L’accordo

Apple ha voluto giungere ad un accordo, insomma, per evitare che i rischi della via giudiziaria potessero imporre soluzioni più radicali. Un accordo completo e complesso, che coinvolge molti aspetti del rapporto tra le parti, ma nel quale il passaggio cruciale è quello legato ai pagamenti:

Per dare agli sviluppatori maggior flessibilità nel coinvolgimento degli utenti, Apple concede l’uso di comunicazioni, quali le mail, per condividere informazioni a proposito dei metodi di pagamento esterni alla propria app iOS. Come sempre, gli sviluppatori non pagheranno ad Apple commissioni su qualsiasi acquisto avvenga al di fuori della loro app su App Store. Gli utenti devono consentire tali comunicazioni ed avere il diritto di opt-out.

pagamenti in-app apple

Gli sviluppatori potranno quindi stabilire connessioni parallele con la clientela e puntare maggiormente sulle vendite in-app facendosi forza di sistemi di fidelizzazione e monetizzazione nuovi. Apple, ovviamente, farà il proprio gioco per mantenere vivi i canali odierni, restando al centro dell’ecosistema per continuare a renderlo fruttuoso quanto è stato negli anni.

Sarà sufficiente?

La domanda è però lecita: basterà questa apertura all’Antitrust? Apple prevede infatti che gli sviluppatori possano fornire queste informazioni soltanto al di fuori dell’app, così che la “bolla” dell’App Store possa rimanere integra. La strada per gli sviluppatori resta infatti piena di ostacoli, tale per cui i modelli di acquisto extra-app possano rivelarsi ancora oltremodo impervi. Ecco perché l’accordo, pur se importante, resta simbolico e – forse – non sufficiente. Epic Games, nome sul quale si giocherà la partita più importante, non si accontenterà delle briciole. Con un primo statement, infatti, la “Coalition for App Fairness” definisce l’accordo come un “disperato tentativo” da respingere in toto.

La partita resta aperta e la concessione Apple, pur rappresentando un atto virtuoso, è probabilmente il classico “too little, too late“. Ma è comunque una mossa, in una scacchiera di interessi nella quale nulla va dato per scontato.

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Telegram: videochiamate fino a 1000 partecipanti

L’app di messaggistica di proprietà dell’imprenditore russo Pavel Durov si aggiorna su Android e iOS con tante novità, molte delle quali relative ai video. Infatti non solo ora le videochiamate su Telegram possono spingersi fino a 1000 partecipanti, ampliandone così l’uso e il significato e rendendole strumenti per seguire assieme concerti o altri eventi, ma migliora anche la qualità dei videomessaggi, che ora potranno essere catturati con una risoluzione maggiore e visualizzati conseguentemente in uno spazio più ampio nelle chat: lo zoom, inoltre, sarà disponibile anche durante la registrazione. E non solo, perché sempre restando sui video adesso sarà possibile anche metterli in pausa o riprenderli dall’inizio.

Videochiamate: 1.000 spettatori e 30 partecipanti

La nuova versione include numerosi miglioramenti per videomessaggi, fotocamera in-app, condivisione schermo e altre funzionalità. Con la precedente versione dell’app era possibile avviare videochiamate di gruppo con un massimo di 30 utenti. Ora su Telegram il numero è stato aumentato fino a 1000 partecipanti, ma solo 30 possono partecipare attivamente nelle videochiamate trasmettendo il loro video. Gli altri 970 possono solo seguire la videochiamata. L’azienda di Pavel Durov promette che questo limite verrà aumentato in futuro.

Novità più corpose per i videomessaggi. È stata incrementata la risoluzione video e gli utenti possono ingrandire il messaggio con un tocco. Quando sono in pausa è possibile andare avanti o indietro. Durante la registrazione con la fotocamera posteriore è possibile ingrandire l’immagine e aggiungere la musica che viene riprodotta in background.

Videochiamate: 1.000 spettatori e 30 partecipanti

Il lettore multimediale supporta ora le velocità di riproduzione video 0.5x, 1.5x e 2x (su Android anche per messaggi vocali e videomessaggi). Le videochiamate 1 a 1 supportano la condivisione dello schermo, mentre il suono del dispositivo è incluso in ogni videochiamata.

Altre novità sono l’autoeliminazione dei messaggi dopo un mese (oltre che dopo un giorno o una settimana), la riduzione della larghezza del pennello quando l’immagine viene ingrandita nell’editor, le animazioni nella schermata del codice di blocco, nuove animazioni per l’invio dei messaggi su Android e la nuova fotocamera in-app su iOS che sfrutta tutti i livelli di zoom del dispositivo.

Condivisione dello schermo e videomessaggi 2.0

Altri interventi sono costituiti dall’arrivo di una animazione diversa per la schermata di blocco in cui occorre inserire il pin, di nuove emoji animate, di animazioni inedite per l’invio degli sticker su Android, e di un’interfaccia modificata per la fotocamera in-app su iOS. Di seguito vi riportiamo il changelog fornito dall’applicazione stessa, una volta effettuato l’aggiornamento.

Videochiamate di gruppo 2.0: 

Le videochiamate di gruppo ora supportano fino a 1000 partecipanti per la parte video, oltre a un numero illimitato di partecipanti solo audio. 

• Per iniziare una videochiamata di gruppo, crea una chat vocale dal menu ⋮ nel profilo di qualsiasi gruppo di cui sei un amministratore, quindi attiva il video.

Velocità di riproduzione dei video: 

Tocca ⋯ nel lettore multimediale per selezionare la velocità di riproduzione 0,5, 1,5 o 2X mentre visualizzi un video.


Videomessaggi 2.0: 

Goditi la risoluzione più alta dei videomessaggi nelle tue chat. 

  • Tocca un videomessaggio per ingrandirlo. 
  • Riavvolgili e mandali avanti mentre sono in pausa.
  • Pizzica con le dita per ingrandire mentre registri un videomessaggio con la fotocamera posteriore. 
  • Continua a riprodurre la musica durante la loro registrazione.
  • Premi una volta il pulsante “messaggio vocale” per passare alla modalità video, quindi tieni premuto per registrare e rilascia per inviare.

Animazioni per l’invio di messaggi: 

Invia messaggi con animazioni migliorate – il tuo testo inserito si trasforma dolcemente nella bolla del messaggio mentre vola nella chat.

Aggiunta di timestamp

Timestamp: 

Aggiungi dei timestamp come ‘0:45’ alle didascalie dei video e alle risposte per creare automaticamente dei collegamenti che riproducono il video da quel momento specifico. 

• Se la didascalia di un video include un timestamp, tienilo premuto per copiare un collegamento a quel momento esatto.

Condivisione dello schermo con il suono: 

Condividi il tuo schermo nelle videochiamate 1 a 1, così come nelle videochiamate di gruppo. 

• L’audio del tuo dispositivo è incluso durante la condivisione dello schermo in qualsiasi videochiamata. 

• Scorri a destra o a sinistra per selezionare una sorgente video quando accendi la tua videocamera in qualsiasi videochiamata.

e altro: 

Abilita la cancellazione automatica nelle tue chat per rimuovere i messaggi dopo 1 mese (anche 1 giorno o 1 settimana). 

• Disegna facilmente piccoli dettagli nell’editor dei media – il pennello ora diventa più piccolo quando ingrandisci l’immagine.

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green pass digitale
Digitalizzazione, Formazione, Smartphone, Software

Green Pass su Wallet Iphone e Android

Ormai è ufficiale, anche in Italia, a partire dal mese di agosto del 2021, sarà obbligatorio esibire il Green Pass per accedere a determinati servizi nella vita di tutti i giorni. Chi non ne possederà una copia, non potrà infatti entrare all’interno dei locali pubblici, nei cinema e neppure nei mezzi di trasporto più affollati. Di conseguenza, avere il codice sempre a portata di mano è sicuramente la cosa migliore da fare. Gli attuali metodi di accesso però, non sono sicuramente così immediati. Bisogna infatti accedere all’applicazione IO, oppure a quella Immuni (con connessione ad internet perennemente attivata), o ancora, cercare il QR code tra la miriade di foto salvate nella galleria. Per questo motivo, è assolutamente consigliato esportare il pass all’interno dei propri portafogli digitali. In particolare, oggi vedremo come salvare il Green Pass su Wallet di iPhone e Android e averlo sempre a portata di mano.

Per quanto riguarda gli smartphone Android, andremo a ricercare le migliori alternative. Così da offrire anche a tutti gli altri utenti una soluzione altrettanto comoda e immediata. Prima di immergerci però nella guida, cerchiamo di capire i propositi dell’app IO e come la Pubblica Amministrazione ha intenzione di gestire in futuro questo tipo di salvataggio.

Salvare Green Pass su Wallet iPhone con l’app IO

L’app IO è indubbiamente il portale più comodo per la richiesta del Green Pass. Questa infatti, grazie alla profonda integrazione con i dati recuperati dall’account SPID o CIEID, riuscirà automaticamente a capire la situazione sanitaria dell’utente e ad inviare anche il codice senza particolari richieste. L’unica cosa da tenere attiva, sarà il toggle relativo agli aggiornamenti della certificazione verde europea.

Green Pass su Wallet: come averlo a portata di mano su iPhone e Android

Per farlo, basterà semplicemente accedere all’app IO inserendo le proprie credenziali, raggiungere la sezione “Servizi” dalle opzioni in basso, cliccare su “Certificazione verde COVID-19” e assicurarsi che i toggle alla destra di “Contattarti in app” e “Inviarti notifiche push” siano correttamente attivi.

In questo modo, non appena l’azienda sanitaria nazionale rilascerà il certificato, l’app IO invierà una notifica al proprio smartphone e potrà essere visualizzato nei messaggi ricevuti. Ma arriviamo ora alla questione del salvataggio.

Sul sito Web ufficiale dell’applicazione IO, nella sezione dedicata alla Certificazione verde, viene più volte segnalata la possibilità di salvare il Green Pass su Wallet di Apple, tuttavia, al momento, l’opzione risulta essere in fase beta e quindi non disponibile per il pubblico. Di conseguenza, al momento della stesura di questo articolo, non si potrà esportare il biglietto digitale direttamente dall’app IO. Vi consigliamo quindi di tenere sotto controllo gli aggiornamenti del servizio, tramite l’App Store, così da essere certi di poterlo fare il prima possibile.

Green Pass su Wallet Apple: come salvarlo

Nell’attesa che l’app IO rilasci ufficialmente la possibilità di salvare il Green Pass su Wallet di iPhone, vediamo come farlo attraverso il sito Web di CovidPass. Oppure in alternativa tramite l’applicazione di Stocard, disponibile anche su Android.

Salvare green pass su wallet con CovidPass

CovidPass è un progetto al quale si può accedere gratuitamente e da qualsiasi nazione europea. Si tratta banalmente di un portale Web capace di scansionare o importare il QR code relativo al proprio Green Pass e di generare rapidamente un biglietto digitale perfettamente compatibile con Apple Wallet. Tra l’altro, tale biglietto potrà anche essere personalizzato nel colore, così da renderlo più personale e facilmente riconoscibile in mezzo alle altre tessere.

Su iPhone, per esportare il Green Pass su Wallet, sarà necessario utilizzare il browser Safari. Una volta avviato infatti, bisognerà accedere al sito web di CovidPass, cliccando su questo link, e subito dopo iniziare con la configurazione del biglietto.

Per recuperare le informazioni della Certificazione verde, basterà scegliere se cliccare su “Avvia Fotocamera” oppure “Seleziona un File”. Optando per la prima delle due opzioni, si avvierà automaticamente la fotocamera, con la quale bisognerà inquadrare il codice QR del Green Pass. Automaticamente tutti i dettagli verranno rilevati. Scegliendo la seconda opzione invece, sarà possibile importare il codice dall’app “File”, oppure dalla galleria delle immagini.

In seguito, non servirà altro che scegliere il colore del biglietto da esportare (tra quelli disponibili), accettare la “Privacy Policy” disponibile nel punto 3 e infine confermare prima con il tasto verde “Aggiungi a Wallet” e poi con “Aggiungi” in alto a destra.

Green Pass nel wallet iPhone con Stocard

L’alternativa migliore al Wallet di iPhone, è sicuramente l’applicazione di Stocard. In molti infatti utilizzano questo servizio per conservare tutti i propri biglietti digitali. Recentemente, si è aggiornata per consentire a tutti gli utenti di registrare al suo interno anche la Certificazione verde relativa al COVID-19. Vediamo quindi in che modo sfruttarla.

Prima di tutto però, qualora non foste già in possesso dell’app, vi consigliamo di scaricarla direttamente da questo link. Una volta installata, bisognerà creare un account gratuito, oppure accedere più rapidamente tramite i profili social disponibili per la registrazione.

A questo punto, si potrà quindi avviare la configurazione del Green Pass. La prima cosa da fare, sarà cliccare su “+ Aggiungi carta” in basso a destra, successivamente cercare e cliccare sull’opzione relativa alla “Certificazione Verde COVID-19” e scansionare il codice QR del proprio biglietto. In alternativa, sarà anche possibile inserire manualmente il codice identificativo connesso alla certificazione.

A configurazione completata, il biglietto del Green Pass apparirà automaticamente nella lista delle tessere collegate al servizio. Stocard supporta perfettamente l’esportazione delle tessere in Apple Wallet, tuttavia, almeno per il momento, non sembra essere disponibile per la Certificazione verde. Per questo motivo, vi consigliamo di tenere sempre aggiornata l’app per scoprire quando sarà disponibile.

Green Pass su Android: come salvarlo

Purtroppo su Android non è disponibile il salvataggio del Green Pass sul Wallet. Questo semplicemente perché il suddetto servizio è di proprietà di Apple e accessibile unicamente da iPhone. Tuttavia, esistono delle alternative altrettanto valide e che in futuro saranno anche compatibili con Google Pay, ovvero il “Wallet” di Google.

Green Pass su Android con Stocard

Ma iniziamo con la piattaforma più universale e che abbiamo già analizzato in precedenza. Stocard è infatti disponibile pure su Android e si tratta anche dell’unico portafogli digitale attualmente disponibile per gli smartphone dotati del sistema operativo di Google e compatibile con la certificazione. Per iniziare la configurazione, vi invitiamo quindi ad effettuare il download dell’app direttamente dal Play Store cliccando su questo link.

Ad installazione completata, bisognerà quindi accedere (o creare) al proprio account inserendo le credenziali, oppure cliccando sull’icona del profilo social preferito. A questo punto, non servirà altro che cliccare su “+ Aggiungi carta” in basso a destra, premere sulla voce relativa alla “Certificazione Verde COVID-19” nell’elenco in basso e scansionare il codice QR del proprio biglietto, oppure, si potrà anche digitare manualmente il codice identificativo connesso alla certificazione.

L’interfaccia di Stocard per Android sarà esattamente la stessa di quella per iOS, di conseguenza, il biglietto potrà essere visualizzato direttamente dal portafogli digitale e accessibile dalla schermata principale dell’app. Attualmente il servizio non supporta l’integrazione con Google Play, ma non è esclusa la possibilità che venga integrato in futuro.

Green Pass su Android con Google Pay

La situazione ideale per tutti gli utenti Android è quella di conservare tutti le proprie tessere all’interno dell’app di Google Pay, la quale attualmente supporta le carte di pagamento, le tessere fedeltà, i coupon, i biglietti per gli eventi e quelli per i trasporti pubblici e gli aerei.

Subito dopo l’annuncio ufficiale del Green Pass però, Google si è messa subito al lavoro con lo sviluppo di un biglietto capace di supportare al suo interno tutti i dati relativi alla Certificazione. La cosa interessante però, è che per effettuare il download della carta, non servirà utilizzare alcuna applicazione esterna (come ad esempio IO o Immuni), in quanto tutte le API saranno accessibili direttamente dal servizio di Google Pay (o meglio, dei Google Play Services).

Attualmente però, tutto ciò sarà disponibile soltanto negli Stati Uniti, anche se in futuro verrà ampliato a tutte le nazioni europee, ovvero dove il Green Pass risulta essere realmente utile e obbligatorio. C’è da specificare inoltre, che il Certificato verde europeo di Google Pay non sarà conservato sul cloud come le altre tessere, così da limitare la condivisione dei dati e conservare la privacy dell’utente. L’accesso alla carta sarà quindi protetto da codice PIN e identificazione biometrica (impronta digitale o riconoscimento facciale).

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Motorola Edge 20: nuove funzionalità business

Motorola ha annunciato ieri tre nuovi smartphone della serie Edge 20. Il produttore statunitense ha puntato molto sulle capacità fotografiche, ma sono state introdotte per il Motorola Edge 20 anche nuove funzionalità business per l’utenza aziendale, ovvero le piattaforme Ready For e Thinkshield for mobile.

Motorola Edge 20 per la produttività

Ready For può essere definito l’equivalente Motorola di Samsung DeX. Gli utenti che acquisteranno i nuovi Edge 20 potranno collegare lo smartphone in modalità wireless a monitor o TV con supporto alla tecnologia Miracast. Dopo aver effettuato la connessione, sullo schermo apparirà il Ready For Experience Hub. Lo smartphone si trasforma così in un telecomando o in un “air mouse”.

Ready For PC consente invece di condividere i contenuti tra smartphone e PC, quando collegati alla stessa rete WiFi. Dopo aver installato l’applicazione per Windows 10 e inquadrato il codice QR, sullo schermo apparirà Ready For Mobile Desktop. In assenza di connessione fissa è possibile usare il traffico dati, ma occorre il collegamento via USB Type-C.

Motorola Edge 20: nuove funzionalità business

Ready For PC permette inoltre di trasformare lo smartphone in una webcam full HD per videochiamate e live streaming sui social network. Ready For PC funziona su tutti gli smartphone della serie, ma non c’è la funzionalità webcam su Edge 20 Lite. Ready For è invece disponibile solo su Edge 20 e Edge 20 Pro.

Thinkshield mobile è una piattaforma per la gestione degli smartphone Edge 20 in azienda. Gli amministratori IT possono testare gli aggiornamenti prima dell’installazione, controllare le connessioni WiFi, cambiare le impostazioni di Ready For, scegliere le policy di sicurezza ed eseguire altre operazioni da remoto. Tutte le funzionalità sono accessibili tramite l’app OEMConfig pubblicata sul Google Play Store.

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Inviare messaggi a se stessi su WhatsApp

WhatsApp è l’applicazione di messaggeria istantanea più popolare del pianeta. Quello che molti utenti non sanno è che, oltre alle chat, alle chiamate e alle videochiamate, WhatsApp permette di inviare messaggi a noi stessi. Si tratta di un trucco untile, da utilizzare anche per i promemoria. Vuoi scoprire perché è utile mandare messaggi a se stessi su WhatsApp? In questo articolo ti spiegheremo come fare.

Perché inviare messaggi WhatsApp a se stessi?

Scrivere a se stessi su WhatsApp può sembrare una cosa stupida. Tuttavia, tutto ciò potrebbe anche avere dei vantaggi, tra cui:

Avere una chat WhatsApp in cui sei solo tu, trasmittente e ricevente dei messaggi, può sembrare sciocco. Tuttavia, questo trucco ha molti vantaggi, tra cui:

  • Prendere appunti: con questo trucco potrai annotare la lista della spesa, la serie TV che il tuo amico ti ha consigliato o a chi hai prestato il libro che tanto ti è piaciuto. Tutte queste informazioni saranno salvate in una chat che potrai vedere solo tu (da smartphone o dalla versione WhatsApp per PC). Inoltre, utilizzando la funzione Cerca trovare gli appunti memorizzati sarà veramente semplice.
  • Salvare informazioni in cloud: questo trucco ti permette di salvare tutti i tipi di file e dati, dai video alle note vocali, fino alle carte di imbarco e i luoghi che intendi ricordare. L’importante è assicurarti di condividere ciò che desideri salvare nella chat con te stesso, come se si trattasse di una memoria virtuale o di un servizio in cloud facilmente accessibile.

Inviare messaggi a te stesso WhatsApp

Anche se sembra ovvio, la prima cosa da fare per cominciare a mandare messaggi a se stessi su WhatsApp, è installare l’app. La puoi scaricare da qui: WhatsApp per Android o WhatsApp per iOS se sei un utente Apple. Fatto ciò non dovrai far altro che seguire alcuni semplici passaggi:

  • Inserisci il tuo numero di telefono alla rubrica, come se volessi aggiungere un nuovo contatto, però con il tuo nome e numero.
  • Apri WhatsApp e crea un nuovo gruppo (premi il menu con i tre puntini verticali in alto a destra e premi Nuovo gruppo)
  • Seleziona il tuo numero di telefono e quello di un amico, che poi dovrai eliminare. In questo modo tu sarai l’unico contatto attivo in questo nuovo gruppo (WhatsApp non permette infatti di creare da zero un gruppo soltanto con te stesso, per questo motivo all’inizio dovrai anche aggiungere un altro componente).
  • Dai un nome al tuo gruppo (ad esempio Appunti personali o Note e attività o qualsiasi nome tu voglia scegliere).
  • Infine, assicurati di rimuovere dal gruppo l’amico o l’amica che hai aggiunto inizialmente.

Niente di più facile! Adesso sarai in grado di scrivere a te stesso su WhatsApp ogni volte che vuoi, accedendo alla chat sia dall’app sia dal tuo PC.

Consiglio utile: oltre a creare una chat con te stesso su WhatsApp, è consigliabile fissarla in alto, come chat preferita, in modo da poterla recuperare facilmente tutte le volte che lo desideri.

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Sequenza sblocco schermo dimenticata? Niente paura!

Sequenza sblocco schermo dimenticata? Niente paura! Molti utenti avranno avuto la spiacevole sorpresa di aver dimenticato la password blocca schermo del proprio dispositivo mobile e quindi di aver bloccato il proprio smartphone. In questa guida vedremo come sbloccare uno smartphone Android, a causa della password errata.

Sequenza di sblocco dimenticata Android

Se si è dimenticati la password del blocco schermo di un dispositivo Samsung o di qualunque telefono Android, ecco che è possibile effettuare due semplici manovre.

Sequenza sblocco schermo dimenticata? Niente paura!

Sblocca password schermo tramite Gmail

Questa prima soluzione consente di sbloccare la sequenza dimenticata (il codice di accesso dimenticato) tramite Gmail. Basterà, infatti, continuare a sbagliare il codice, la sequenza, per almeno 5 volte e così si visualizzerà la richiesta di attesa per 30 secondi prima di riprovare. Se non si ricorda ancora, ecco che lo stesso dispositivo lascerà apparire il recupero tramite account Gmail. Dal PC dunque, se si avrà accesso all’account si potrà ricreare una nuova sequenza.

Nota Bene: Ovviamente il telefono deve essere connesso, sincronizzato con l’account Gmail per poter procedere.

Se hai accesso ad internet

Nella pagina Trova il mio dispositivo, entra con il tuo account associato al tuo cellulare o tablet e seleziona l’opzione Cancella i dati del dispositivo. Conferma cliccando sul tasto con la stessa nomenclatura.

Nota: questa alternativa risulta essere utile anche quando perdi o ti rubano il tuo telefono o tablet, in quanto ti consente di resettarlo a distanza. Tieni presente che l’account si cancellerà, e non potrai però più localizzare il tuo dispositivo e perderai ogni genere di connessione con esso.

Sblocca password schermo tramite hard reset

La seconda alternativa allo sblocco del telefono è quella di fare un hard reset.

È possibile ripristinare il dispositivo utilizzando il Recovery o la modalità di ripristino. Per fare ciò spegni il dispositivo e premi contemporaneamente una combinazione di tasti che può variare a seconda del modello del tuo cellulare o tablet. Ecco le combinazioni più comuni:

Tasto di accensione + Volume su + Home

  • Tasto di accensione + Volume giù + Home
  • Volume giù + Tasto di accensione
  • Volume su + Tasto di accensione
  • Volume su + Volume giù + tasto Home

In modalità di ripristino, recovery, lo schermo non sarà più touch, quindi potrai andare su e giù nel menu con i tasti del volume e selezionare l’opzione da te scelta con il pulsante di accensione.

Una volta visualizzato il menu, seleziona wipe data/factory reset > Yes. Quando le informazioni vengono cancellate, scegli Reboot system now.

Recuperare password con hard reset iPhone

Purtroppo se si è dimenticati la password blocco schermo per iPhone questa non può essere recuperata che tramite hard reset.

Se hai immesso troppe volte il codice errato, un messaggio ti informerà che il dispositivo è disabilitato. Inoltre Se non ricordi il codice, dovrai inizializzare l’iPhone, eliminando così i dati e le impostazioni, incluso il codice.

Recuperare password con hard reset iPhone

Se hai eseguito il backup dell’iPhone, potrai recuperare i dati e le impostazioni dopo il ripristino del dispositivo. Invece se invece non hai mai eseguito il backup dell’iPhone e hai dimenticato il codice, non potrai recuperare i dati presenti sul dispositivo. Utilizza la procedura riportata di seguito per rimuovere il codice.

Rimuovere il codice su iPhone X o modelli successivi, iPhone SE (2a generazione), iPhone 8 e iPhone 8 Plus

  1. Assicurati che l’iPhone non sia collegato al computer.
  2. Tieni premuto il pulsante laterale e uno dei pulsanti del volume fino a quando viene visualizzato il cursore di spegnimento. Trascina il cursore per spegnere l’iPhone. Collega l’iPhone al computer mentre tieni premuto il tasto laterale. Continua a tenere premuto il tasto laterale finché non visualizzi la schermata della modalità di recupero.
iphone 8

Se hai eseguito il backup dell’iPhone, dopo aver rimosso il codice, ripristina i dati e le impostazioni.

Rimuovere il codice su iPhone 7 e iPhone 7 Plus

  1. Assicurati che l’iPhone non sia collegato al computer.
  2. Tieni premuto il tasto laterale finché non viene visualizzato il cursore di spegnimento. Trascina il cursore per spegnere l’iPhone. Collega l’iPhone al computer mentre tieni premuto il tasto Volume giù. Continua a tenere premuto il tasto Volume giù finché non visualizzi la schermata della modalità di recupero.
iphone 7
  1. Se hai eseguito il backup dell’iPhone, dopo aver rimosso il codice, ripristina i dati e le impostazioni.

Rimuovere il codice su iPhone SE (1a generazione) e iPhone 6s e modelli precedenti

  1. Assicurati che l’iPhone non sia collegato al computer.
  2. Tieni premuto il tasto laterale (o superiore) finché non visualizzi il cursore di spegnimento. Trascina il cursore per spegnere l’iPhone. Collega l’iPhone al computer mentre tieni premuto il tasto Home. Continua a tenere premuto il tasto Home finché non visualizzi la schermata della modalità di recupero.
iphone 1 generazione

Se hai eseguito il backup dell’iPhone, dopo aver rimosso il codice, ripristina i dati e le impostazioni.

Ripristinare l’iPhone

  1. Individua l’iPhone sul computer. Quando visualizzi le opzioni per il ripristino o l’aggiornamento, scegli Ripristina. Il Finder o iTunes scaricherà il software per l’iPhone. Se il download impiega più di 15 minuti, l’iPhone uscirà dalla schermata della modalità di recupero e dovrai ripetere la procedura per rimuovere il codice indicata qui sopra per il tuo modello di iPhone.
ripristina iphone
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